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Roberto TRICELLA, giovane capitano coraggioso di quell'HELLAS Campione d'Italia 1984-1985, rappresentava une vero e proprio regista arretrato in quel VERONA: Titolare inamovibile in difesa fin dal suo arrivo, toccava a lui rilanciare per centrocampisti o attaccanti o portarsi avanti in percussione quand'era il caso...

Pubblicato da andrea smarso venerdì 8 febbraio 2013 18:01, vedi , , , , , , , , , , , | Nessun commento

Roberto tricella
Data di nascita:18/03/1959
Luogo di nascita:Cernusco sul Naviglio (MI)
Nazionalità:Italiana
Ruolo:Libero
Altezza:183 Cm
Peso:75 Kg
Posizione:

Carriera da giocatore:

 SquadraStagioneSeriePartiteGoal 
Bologna1991 - 1992B00 
Bologna1990 - 1991A230 
Juventus1989 - 1990A190 
Juventus1988 - 1989A330 
Juventus1987 - 1988A282 
Hellas Verona1986 - 1987A280 
Hellas Verona1985 - 1986A300 
Hellas Verona1984 - 1985A300 
Hellas Verona1983 - 1984A300 
Hellas Verona1982 - 1983A301 
Hellas Verona1981 - 1982B360 
Hellas Verona1980 - 1981B372 
Hellas Verona1979 - 1980B340 
Inter1978 - 1979A40 
Inter1977 - 1978A10 
InterFino al 1977Giovanili-- 

5 Feb. 1986 con BARESI in un'amichevole persa contro la GERMANIA di BRIEGEL...Roberto Tricella in una recente intervista

News e curiosità:

Nativo di Cernusco sul Naviglio (come Gaetano SCIREA un altro grandissimo interprete del ruolo di 'libero' e come GALBIATI del resto) Roberto cresce nelle giovanili dell'INTER e arriva ad esordire in Serie A a nemmeno vent'anni: Da uno così è naturale aspettarsi grandissime cose e invece, in due stagioni, mette assieme appena 5 presenze...
Nel 1979 il passaggio all'HELLAS in Serie B dove il ragazzo diventa inamovibile pilastro della difesa scaligera con GENTILE, BRILLI, GUIDOTTI o ODDI o ROVERSI il play della difesa è sempre e solo lui e da lui parte l'azione verso la porta avversaria: Due anni dopo arriva il 'messia' Osvaldo BAGNOLI colui che porterà gli scaligeri dalla cadetteria al tricolore in quattro annate con TRICELLA capitano in campo e fuori.

Nel 1987 la JUVE ha bisogno di sostituire proprio SCIREA e, non potendo rivolgersi a Franco BARESI (ormai bandiera del MILAN in un'epoca in cui la fedeltà alla maglia significava ancora qualcosa), punta tutto sul difensore gialloblù a quel tempo considerato terzo miglior libero dopo i due mostri sacri biancorossoneri.
Ma con la maglia bianconera le soddisfazioni arrivano solamente due stagioni più tardi anche se la maggiore visibilità di cui gode la 'Vecchia Signora' permette all'ex giocatore scaligero qualche presenza in Nazionale in più (sempre e comunque dietro all'intoccabile BARESI) e cioè nell'annata 1989-90 quando i piemontesi conquistano la Coppa UEFA.
A fine stagione Roberto, ormai 31enne, se ne va al BOLOGNA ma i felsinei, ultimi a fine stagione, vengono retrocessi in Serie B dove il 'Trice' non scende mai in campo e, dopo un'ulteriore annata, decide di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo...
Questa la pagina dei suoi fans su FaceBook [Commenta in coda a questo post o sul Forum BONDOLA/=\SMARSA, contenuti liberamente riproducibili salvo l'obbligo di citare la fonte: BondolaSmarsa.BlogSpot.com]

Aneddoti&Altro da ricordare...
  • Attualmente nel settore immobiliare Il più forte libero scaligero di tutti i tempi è tornato a vivere a Cernusco sul Naviglio dove si occupa di mediazioni immobiliari...
  • 'Libero' de che? Per venire incontro ai più giovani, che di certo sentendo parlare di terzini, mezzali e 'mediani di spinta' si chiederanno di cosa stiamo scrivendo, è utile ricordare che il 'libero' era un difensore centrale che giocava davanti al portiere e, libero (appunto) da compiti di marcatura fissa, poteva aiutare i compagni della retroguardia in caso di necessità e far ripartire la squadra appena ne aveva la possibilità tramite passaggi filtranti o percussioni coast-to-coast palla al piede (in stile MAIETTA tanto per capirci e rimanere in ambito gialloblù)...
  • Roberto Tricella ricorda i vecchi tempi in una delle rare interviste concesse dopo il ritiro
  • 'Gai' il migliore di sempre! Con SCIREA alla JUVE Roberto ricorda '...Una persona ed un amico indimenticabile, un esempio: perché è stato il più grande libero di sempre. A volte si fanno paragoni fra lui e Baresi, io sostengo che Franco è stato un gradino sotto “Gai”.'
  • Il 'Trice' per i butèi... Così tutti lo chiamavamo negli anni '80 quando sembrava troppo faticoso anche solo pronunciare un intero cognome per cui nacque la moda di 'accorciare' nomi, cognomi e perfino soprannomi!
Roberto Tricella
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Roberto Tricella (Cernusco sul Naviglio, 18 marzo 1959) è un ex calciatore italiano, di ruolo difensore.

Biografia
Abbandonati i campi da gioco, lascia completamente il mondo del calcio, tornando a vivere nel paese natio e lavorando nel settore immobiliare.

Caratteristiche tecniche
Giocava come libero.

Carriera
- Club
Cresce calcisticamente nell'Inter, dove esordisce in Serie A non ancora ventenne.
Dopo due anni passati in prima squadra con un totale di 5 presenze, passa all'Hellas Verona in Serie B.
Nel 1981, con il nuovo allenatore Osvaldo Bagnoli, inizia un periodo positivo per la squadra che vedrà il suo culmine nella vittoria del campionato 1984-1985. Tricella era capitano della squadra quell'anno.
Nel 1987 passa alla Juventus per 4,5 miliardi di lire prendendo il posto del suo concittadino Gaetano Scirea: anche lui di Cernusco sul Naviglio. La squadra arriva al 6º posto in campionato e si ferma ai sedicesimi in Coppa UEFA. L'anno seguente è ancora titolare e la squadra arriva al 4º posto in campionato. Il primo successo juventino arriva nella stagione 1989-1990, quando vince Coppa Italia e Coppa UEFA. A fine stagione lascia Torino per accasarsi al Bologna: la squadra rossoblù retrocede arrivando ultima.
Decide così di lasciare l'attività agonistica.

- Nazionale
Vanta 11 presenze con la maglia della Nazionale italiana, prevalentemente giocate in amichevoli (l'Italia, campione in carica, non aveva bisogno di qualificarsi per il Mondiale). Fu selezionato da Enzo Bearzot nella rosa dell'Italia che partecipò ai Mondiali di Messico 1986, ma non scese mai in campo perché Bearzot preferì rinnovare la fiducia a Gaetano Scirea. Col passaggio dall'era Bearzot all'era Azeglio Vicini, Tricella non rientrò nei piani di questi, che puntò sul rilancio di Franco Baresi.
Nel 1987 ebbe tuttavia la possibilità di sostituire il libero rossonero, infortunato[4], in cinque occasioni:
1) Germania Ovest - Italia (0-0) (amichevole giocata a Colonia il 18 aprile);
2) Norvegia - Italia (0-0) (Oslo, 28 maggio - amichevole)[6];
3) Svezia - Italia (1-0) (Stoccolma, 3 giugno - incontro per la qualificazione ad Euro 88);
4) Italia - Argentina (3-1) (Zurigo, 10 giugno - amichevole);
5) Italia - Jugoslavia (1-0) (Pisa, 23 settembre - amichevole).

Rientrato Baresi dall'infortunio, Vicini non concesse più spazio a Tricella.

Palmarès
- Competizioni nazionali
Campionato italiano: 1 Hellas Verona: 1984-1985
Coppa Italia: 2 Inter: 1977-1978 Juventus: 1989-1990

- Competizioni internazionali
Coppa UEFA: 1 Juventus: 1989-1990

FONTE: Wikipedia.org


ALTRE NOTIZIE
Roberto Tricella: 'Milan, Pato è un problema'
19 novembre 2012 alle 13:58
L'ex difensore Roberto Tricella, capitano del Verona Campione d'Italia nel 1985, "svela" la sua fede milanista e parla proprio della squadra rossonera.
"Da quando ho smesso di giocare, sono tornato ad essere tifoso rossonero. Seguo il Milan con pathos e posso dirle che il Milan è una grossa incognita. Non dà l'impressione di essere squadra, vive di singole giocate. Io, da ex difensore, non capisco come si possano prendere certi gol. Non mi sono mai piaciuti i difensori che mi fanno tre gare da otto in pagella e poi due da quattro. Un grande difensore è quello che garantisce sempre prestazioni da sei/sei e mezzo in pagella, come Samuel ad esempio. Passando invece all'attacco, El Shaarawy è un giocatore che sta crescendo in maniera esponenziale e ha anche la testa per progredire. Purtroppo c'è, invece, un Pato che, da quando è al Milan, non ha ancora capito i tempi del'attaccante e questo è un problema".
(Sportal.it)
Massimo Airoldi

FONTE: CalcioMercato.com


NEWS
Roberto Tricella: "Bisogna guardare la partita e non gli episodi"
19.11.2012 11.22 di Claudio Piredda per tuttocagliari.net
Fonte: sportal.it
L'ex calciatore Roberto Trincella, campione d'Italia nella stagione 1984-85 con la maglia del Verona, ha commentato la partita di ieri tra Inter e Cagliari e le polemiche scatenatisi per il rigore non concesso ai nerazzurri. Queste le parole dell'ex difensore: "Credo che bisognerebbe sempre guardare alla partita e non ai singoli episodi, come, appunto, il presunto fallo da rigore non dato all'Inter. Il Cagliari ha fatto una buonissima partita, questo è quello che andrebbe sottolineato. Io vedo tanti episodi dubbi e mi pare che guardalinee e arbitri facciano sempre piuttosto bene. E' normale che poi si possa anche sbagliare. Non si capisce perchè un attaccante e un difensore possano sbagliare e un arbitro no...".

GLI EROI BIANCONERI
Gli eroi in bianconero: Roberto TRICELLA
Pionieri, capitani coraggiosi, protagonisti, meteore, delusioni; tutti i calciatori che hanno indossato la nostra gloriosa maglia

18.03.2012 10.15 di Stefano Bedeschi per tuttojuve.com
Roberto Tricella è nato a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, “il paese dei liberi”, così chiamato, perché ha dato i natali a tre grandi giocatori, accomunati dal ruolo, tutti quasi contemporaneamente sui campi di Serie A: Gaetano Scirea, Roberto Galbiati ed, appunto, Tricella. A molti parve naturale che, sul finire della carriera dell’immenso Gaetano, la Juventus gli affiancasse il migliore degli altri due compaesani, quel Roberto Tricella che nel 1987, anno del passaggio in bianconero, era nel pieno della maturità calcistica.
Dopo gli esordi nell’Inter e l’affermazione nel Verona dello storico scudetto, Tricella è un libero affermato e stimato. Elegante nello stile di gioco, si inserisce presto e bene negli schemi di una squadra che lui stesso, oggi definisce di transizione.

«Quella juventina è stata per me un’esperienza fondamentale. Ne conservo ricordi molto positivi dal punto di vista umano, mentre ho qualche rammarico per i risultati, che non sono stati tutti favorevoli; abbiamo vinto poco, tranne l’ultimo anno, quello con Zoff, il 1989/90. Abbiamo vissuto un periodo di mezzo, fra i grandi successi della Juventus precedente e quella di Lippi, ma oggi, preferisco sottolineare i ricordi di quell’ambiente, di tutti i compagni. Comunque, anche se forse più di tanto non potevamo vincere, eravamo pur sempre la Juventus e per me fu un’enorme soddisfazione giocare nel club bianconero. Anche perché c’era già Scirea, come compagno di squadra e dopo come allenatore; una persona ed un amico indimenticabile, un esempio: perché è stato il più grande libero di sempre. A volte si fanno paragoni fra lui e Baresi, io sostengo che Franco è stato un gradino sotto “Gai”».
Libero elegante, puntuale, preciso. mai sopra le righe, ordinato e con una grande visione di gioco. «Sono stato un buon giocatore, che ha cercato di supplire con il tempismo al fatto di non essere particolarmente veloce».

Roberto, oggi, non vive di solo calcio: «Ma è perché ho un’attività che mi assorbe molto. Lavoro nel campo immobiliare, ho una società che acquista terreni e costruisce e vende appartamenti: questo da quando ho smesso con il pallone. Vado allo stadio molto raramente, seguo qualche partita in televisione, mi sento con qualche ex compagno, come “Gigi” De Agostini, che era a Verona con me e che passò alla Juventus nello stesso mio anno. Ho due figli, uno juventino ed uno milanista, che giocano a pallone all’oratorio. Non penso, oggi, se potranno avere un futuro come calciatori. L’importante è che facciano sport e che si divertano e che lo sport rappresenti per loro una palestra di vita.

Oggi, purtroppo, i giovani non sono quasi più abituati a conquistarsi le cose, sembra che tutto sia loro dovuto, che tutto sia scontato, invece lo sport aiuta a capire che gli obiettivi si raggiungono con la fatica. Poi, semmai, potranno seguire il mio percorso e comprendere anche quanto sia bello il calcio e quante bellissime emozioni possa regalare. Io sono stato fortunato a viverne tante, a giocare ed a rimanere un ragazzo fino oltre i trent'anni».
Queste frasi sono molto meno banali di quanto sembrino e convincono sempre di più che il buon Roberto Tricella sia stato un calciatore di grandi qualità umane, ma di modeste qualità atletiche; è arrivato a lambire i vertici del ruolo, rimanendo tuttavia escluso dal gotha, per le ragioni dette prima: i limiti atletici (in campo aperto era in costante imbarazzo, di testa se la cavava col tempismo, ma non è certo stato un gran colpitore) e la mancanza della giusta dose di cattiveria ed agonismo sono evidenti. Lo si può considerare una specie di Scirea minore, ma con una dote decisiva in meno: la personalità.
Ma è stato un professionista serio e non ha mai lesinato l'impegno; il fatto che sia stato anche capitano, testimonia quanto fossero bui i tempi del dopo Michel ma Roberto di questo non ha, ovviamente, alcuna colpa.

ALTRE NOTIZIE
Tricella: "Juve come il Verona '85? Altra storia per costi e budget"
02.05.2012 15.35 di Chiara Biondini
Fonte: Radio Sportiva
Per commentare il paragone tra la Juventus di oggi e il Verona dello scudetto 1985, lanciato da Antonio Conte, a Radio Sportiva ha parlato l´ex gialloblu Roberto Tricella.

Paragone Juve-Verona - "Direi che è assimilabile solo per quanto riguarda la grande sorpresa, anche se Conte ha fatto un super lavoro. La differenza è che di qualità la Juventus a livello di singoli e di squadra ne ha da vendere, mentre quel Verona per stare a galla doveva vendere i pezzi migliori. I Bianconeri invece potranno mantenere la loro ossatura".

Sulla forza della Juventus -"Molto ha fatto la grande voglia di riscatto di Pirlo, che si è sentito scartato dal Milan, ma anche tutti gli altri giocatori che hanno dato segnali incoraggianti come Marchisio e Vidal. La grande forza è stata crederci ancora quando il campionato sembrava in mano al Milan andando sempre avanti negli anticipi del sabato".

Su i costi del Verona dell'85 - "Pensate che quando andavamo a contrattare i premi partita, c´era una tabella scudetto, alla fine quando il risultato era quasi consolidato i dirigenti speravano non si vincesse sempre perché uscivano dal budget. Calcolate che il 70% degli introiti arrivava dai biglietti dello stadio, quindi i conti erano al limite, tutto doveva entrare nei circa 7-8miliardi lordi di cui il Verona poteva disporre. Vincendo tra l'altro ogni anno c'era da adeguare l'ingaggio dei giocatori richiesti dai grandi club che altrimenti sarebbero andati via. A livello economico insomma il paragone non si può fare. La nostra squadra era fatta da diversi giocatori a costi ridotti, gli ingaggi più importanti di quell'anno erano dei due stranieri. Grande merito va dato all'accoppiata Mascetti - Bagnoli che hanno integrato un telaio già consolidato con inserimenti mirati".

FONTE: TuttoMercatoWeb.com


ROBERTO TRICELLA(Lavora nel campo immobiliare)
11/1/2012, 10:27


Libero elegante, puntuale, preciso. mai sopra le righe, ordinato e con una grande visione di gioco, Roberto Tricella è nato a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, “il paese dei liberi”, così chiamato, perché ha dato i natali a tre grandi giocatori, accomunati dal ruolo, tutti quasi contemporaneamente sui campi di Serie A: Gaetano Scirea, Roberto Galbiati ed, appunto, Tricella.
Cresce calcisticamente nel Inter, dove esordisce in Serie A non ancora ventenne. Dopo due anni passati in prima squadra con un totale di 5 presenze, Roberto Tricella passa all'Hellas Verona in Serie B. La svolta per la squadra e per la carriera di Tricella arriva nel 1981. È infatti all'inizio della nuova stagione che arriva sulla panchina della squadra gialloblu Osvaldo Bagnoli. Inizia così il periodo più florido per la squadra scaligera che vedrà il suo culmine nella vittoria del campionato 1984-85. Tricella, capitano della squadra quell'anno, sarà uno degli uomini chiave ricoprendo in maniera egregia il ruolo di libero.

Nel 1987 la nuova dirigenza veronese decide, non senza proteste da parte dei tifosi, di cedere Tricella alla Juventus. La Juventus in cui Roberto si trova a giocare è però quella del post-Platini, un ciclo è finito e bisogna rifondare la squadra.
Roberto raccoglie discretamente l'eredità lasciatagli dal suo compaesano Gaetano Scirea, ma la squadra non va oltre il 6º posto in campionato e si ferma ai sedicesimi in Coppa UEFA. In seguito avra' solo un ruolo marginale lascia quindi la juve e si trasferisce a Bologna .L'esperienza non si rivela delle più felici: la squadra rossoblù retrocede arrivando ultima.
Roberto decide così di lasciare l'attività agonistica e attualmente lavora nel settore immobiliare.

FONTE: Pulcinella291.ForumFree.it


NEWS
Tricella: "L'Inter ha una marcia in più, è quadrata"
04.10.2010 22:45 di Fabrizio Romano
L'ex scudettato con il Verona dei miracoli 1984/85, Roberto Tricella, a Goal.com ha commentato la favola Lazio che sta travolgendo la Serie A come fecero gli scaligeri quell'anno, ma quando si parla di scudetto c'è anche l'Inter di mezzo: "Se devo dare una percentuale, dico che, al momento, la Lazio ha il 10% delle possibilità di centrare l’impresa. Poi, magari, le cose cambieranno, ma al momento dico 10%. Saranno decisive le prossime partite”. Nessun dubbio su quale sia la squadra favorita, almeno secondo l’ex gialloblù: “L’Inter ha una marcia in più rispetto a tutte le altre. E’ la squadra più quadrata, quella con più qualità, non c’è dubbio”. E tra le altre pretendenti allo Scudetto? “Il Milan è una squadra atipica. Ha grande potenziale offensivo, sta cercando la quadratura del cerchio, soprattutto a livello difensivo –continua Roberto Tricella- Con le cosiddette piccole, sembra aver trovato il modo di dominare, ora bisognerà vedere come si comporterà nelle sfide con le altre grandi”. Prima di salutarci, l’ex stella del Verona si sofferma su un giocatore: “Devo dire che mi sta sorprendendo Antonini. A livello difensivo ha fatto un salto di qualità importante, è un giocatore che ora dà grande affidabilità”.

FONTE: FCInterNews.it


29/04/2008
Gli anonimi della Juve: Roberto Tricella
Roberto Tricella è nato a Cernusco sul Naviglio, in provincia di Milano, “il paese dei liberi”, così chiamato, perché ha dato i natali a tre grandi giocatori, accomunati dal ruolo, tutti quasi contemporaneamente sui campi di Serie A: Gaetano Scirea, Roberto Galbiati ed, appunto, Tricella. A molti parve naturale che, sul finire della carriera dell’immenso Gaetano, la Juventus gli affiancasse il migliore degli altri due “compaesani”, quel Roberto Tricella che nel 1987, anno del passaggio in bianconero, era nel pieno della maturità calcistica.
Dopo gli esordi nell’Inter e l’affermazione nel Verona dello storico scudetto, Tricella è un “libero” affermato e stimato. Elegante nello stile di gioco, si inserisce presto e bene negli schemi di una squadra che lui stesso, oggi definisce di transizione.

«Quella juventina è stata per me un’esperienza fondamentale. Ne conservo ricordi molto positivi dal punto di vista umano, mentre ho qualche rammarico per i risultati, che non sono stati tutti favorevoli; abbiamo vinto poco, tranne l’ultimo anno, quello con Zoff, il 1989-90. Abbiamo vissuto un periodo di mezzo, fra i grandi successi della Juventus precedente e quella di Lippi, ma oggi, preferisco sottolineare i ricordi di quell’ambiente, di tutti i compagni. Comunque, anche se forse più di tanto non potevamo vincere, eravamo pur sempre la Juventus e per me fu un’enorme soddisfazione giocare nel club bianconero. Anche perché c’era già Scirea, come compagno di squadra e dopo come allenatore; una persona ed un amico indimenticabile, un esempio: perché è stato il più grande libero di sempre. A volte si fanno paragoni fra lui e Baresi, io sostengo che Franco è stato un gradino sotto “Gai”. »
Libero elegante, puntuale, preciso. mai sopra le righe, ordinato e con una grande visione di gioco. «Sono stato un buon giocatore, che ha cercato di supplire con il tempismo al fatto di non essere particolarmente veloce. »

Roberto, oggi, non vive di solo calcio:.
«Ma è perché ho un’attività che mi assorbe molto. Lavoro nel campo immobiliare, ho una società che acquista terreni e costruisce e vende appartamenti: questo da quando ho smesso con il pallone. Vado allo stadio molto raramente, seguo qualche partita in televisione, mi sento con qualche ex compagno, come Gigi De Agostini, che era a Verona con me e che passò alla Juventus nello stesso mio anno. Ho due figli, uno juventino ed uno milanista, che giocano a pallone all’oratorio. Non penso, oggi, se potranno avere un futuro come calciatori. L’importante è che facciano sport e che si divertano e che lo sport rappresenti per loro una palestra di vita. Oggi, purtroppo, i giovani non sono quasi più abituati a conquistarsi le cose, sembra che tutto sia loro dovuto, che tutto sia scontato, invece lo sport aiuta a capire che gli obiettivi si raggiungono con la fatica. Poi, semmai, potranno seguire il mio percorso e comprendere anche quanto sia bello il calcio e quante bellissime emozioni possa regalare. Io sono stato fortunato a viverne tante, a giocare ed a rimanere un ragazzo fino oltre i trenta anni. »
Queste frasi sono molto meno banali di quanto sembrino e convincono sempre di più che il buon Roberto Tricella sia stato un calciatore di grandi qualità umane, ma di modeste qualità atletiche; è arrivato a lambire i vertici del ruolo, rimanendo tuttavia escluso dal “gotha”, per le ragioni dette prima: i limiti atletici (in campo aperto era in costante imbarazzo, di testa se la cavava col tempismo, ma non è certo stato un gran colpitore) e la mancanza della giusta dose di cattiveria ed agonismo sono evidenti. Lo si può considerare una specie di Scirea minore, ma con una dote decisiva in meno: la personalità.
Ma è stato un professionista serio e non ha mai lesinato l’impegno; il fatto che sia stato anche capitano, testimonia quanto fossero bui i tempi del dopo Michel ma Roberto, di questo, non ha, ovviamente, alcuna colpa.
19:21 Scritto da stigeit

FONTE: LAltraJuve.MyBlog.it


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELL'ITALIA
Amichevole 1987-1988
Pisa, mercoledì 23 settembre 1987 ore 20.30

ITALIA-JUGOSLAVIA 1-0
MARCATORI: Altobelli 23

ITALIA: Zenga, Bergomi, Cabrini (De Agostini 46), Tricella, Ferri, Bagni (Ancelotti 78), Donadoni (Matteoli 53), De Napoli, Altobelli (Mancini 58), Giannini, Vialli - Allenatore Vicini Azeglio

JUGOSLAVIA: Ravnic, Vulic, Balijc, Katanec, Elzner, Hadzibegic, Smaijc (Jozic 75), Stojkovic, Cvetkovic, Bazdarevic, Tuce (Djelmas 62) - Allenatore Osim
ARBITRO: Soriano Aladren (Spagna)


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELL'ITALIA
Amichevole 1986-1987
Zurigo - campo neutro, mercoledì 10 giugno 1987 ore 20.30

ITALIA-ARGENTINA 3-1
MARCATORI: De Napoli 27, Garré autorete 33, Maradona 62, Vialli 88

ITALIA: Zenga (Tacconi 46), Ferrara, De Agostini, Bagni (Dossena G. 88), Francini, Tricella, Donadoni (Matteoli 77), De Napoli, Altobelli (Serena A. 49), Giannini, Vialli - Allenatore Vicini Azeglio

ARGENTINA: Goycochea, Cuciuffo, Garré, Batista, Ruggeri, Brown, Alfaro (Dertycia 73), Siviski (Caniggia 85), Funes (Pasculli 59), Maradona, Olarticoechea (Diaz H. 46) - Allenatore Bilardo

ARBITRO: Quiniou (Francia)


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELL'ITALIA
Qualificazioni Europei 1986-1987 - Gruppo 2, 5ª partita
Stoccolma, mercoledì 3 giugno 1987 ore 19.00

SVEZIA-ITALIA 1-0
MARCATORI: Larsson P. 25

SVEZIA: Ravelli T., Nilsson R., Fredriksson, Eriksson (Ravelli A. 80), Larsson P., Hysen, Strömberg (Limpar 87), Prytz, Elkström, Holmqvist, Nilsson L. - Allenatore Nordin

ITALIA: Zenga, Bergomi, Francini, De Napoli, Ferri, Tricella, Mancini (De Agostini 46), Giannini, Altobelli, Dossena G., Vialli - Allenatore Vicini Azeglio

ARBITRO: Pauly (Germania Ovest)
RIGORI FALLITI: Mancini 15 (Italia)


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELL'ITALIA
Amichevole 1986-1987
Oslo, giovedì 28 maggio 1987 ore 19.00

NORVEGIA-ITALIA 0-0

NORVEGIA: Thorstvedt, Ahlsen, Mordt, Herlovsen, Kojedal (Henriksen 46), Giske, Osvold, Sundby (Soler 58), Larsen-Ökland, Haberg (Rekdal 79), Thoresen - Allenatore Roste Fossen

ITALIA: Zenga, Bergomi (De Agostini 46), Francini, De Napoli, Ferri, Tricella, Mancini (Donadoni 58), Giannini, Altobelli (Serena A. 79), Dossena G., Vialli - Allenatore Vicini Azeglio

ARBITRO: Hackett (Inghilterra)


FONTE: Italia1910.com


19 Maggio 1987
BARESI RESTA FUORI?
ROMA - Azeglio Vicini ha convocato i 18 azzurri per la spedizione in Norvegia e Svezia e l' amichevole di Zurigo con l' Argentina. Indisponibili Bagni (squalificato per il match europeo con la Svezia) e Nela (infortunato), Vicini ha richiamato Serena e il libero milanista Franco Baresi, assenti per infortunio nell' ultima uscita della nazionale a Colonia contro la Germania. Per la prima volta presenti due liberi di ruolo: Tricella e Baresi. In programma: l' amichevole del 28 maggio con la Norvegia a Oslo (ore 18), la decisiva partita per la qualificazione dell' europeo con la Svezia, a Stoccolma, il 3 giugno (ore 19) e
l'altra amichevole con l'Argentina, a Zurigo, il 10 giugno (ore 20,30).

Vicini ha convocato Tricella anche viste le condizioni fisiche di Baresi, assente nella partita contro l' Udinese, in campionato. L' appuntamento è fissato per il 22 prossimo a Coverciano, ad eccezione dei giocatori di Samp e Milan, che raggiungeranno la comitiva dopo lo spareggio di Coppa Uefa. Ecco la probabile formazione per la partita con la Norvegia: Zenga, Bergomi, Francini, De Napoli, Ferri, Baresi (Tricella), Mancini, Giannini, Altobelli, Dossena, Vialli. E' stato convocato a sorpresa il massaggiatore Salvatore Carmando, fisioterapista personale di Maradona. E' assente, infatti, De Maria, ufficialmente per "motivi di famiglia".

COSI' LA NAZIONALE QUESTI i giocatori convocati da Vicini per i prossimi impegni della nazionale italiana in Scandinavia (Norvegia-Italia, amichevole, il 28 prossimo, ad Oslo e Svezia-Italia, match di campionato europeo, a Stoccolma, il 3 giugno) e per l' amichevole di Zurigo con l' Argentina (10 giugno). Portieri: (Tacconi (Juventus), Zenga (Inter). Difensori: F. Baresi (Milan), Bergomi (Inter), Ferrara (Napoli), Ferri (Inter), Francini (Torino), Tricella (Verona). Centrocampisti: De Agostini (Verona), De Napoli (Napoli), Donadoni (Milan), Dossena (Torino), Giannini (Roma), Matteoli (Inter). Attaccanti: Altobelli (Inter), Mancini (Sampdoria), Serena (Juventus), Vialli (Sampdoria).

COSI' L'UNDER 21 ECCO I GIOCATORI convocati da Maldini per l' amichevole Finlandia-Italia Under 21 in programma il 27 prossimo a Salò (ore 18) e per Svezia-Italia (Europeo) che si disputerà a Tyrso il 4 giugno (ore 19). Portieri: Gatta (Pescara), Gregori (Roma). Difensori: Benedetti (Ascoli), Brambati (Empoli), Costacurta (Monza), Lorenzini (Milan), Lucci (Empoli), Maldini (Milan). Centrocampisti: Berti (Fiorentina), Cucchi (Inter), Desideri (Roma), Onorati (Fiorentina), Notaristefano (Como), Zanoncelli (Milan). Attaccanti: Galderisi (Milan), Giunta (Como), Lerda (Torino), Scarafoni (Ascoli).

FONTE: Ricerca.Repubblica.it


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELL'ITALIA
Amichevole 1986-1987
Colonia, sabato 18 aprile 1987 ore 18.00

GERMANIA OVEST-ITALIA 0-0
GERMANIA OVEST: Immel, Rolff (Reuter 65), Pflügler (Frontzeck 46), Kohler, Herget, Buchwald, Littbarski, Matthaeus, Völler, Thon, Allofs K. - Allenatore Beckenbauer

ITALIA: Zenga, Bergomi, Nela, De Napoli, Ferri, Tricella, Mancini (Bagni 73), Giannini, Altobelli (Donadoni 46), Dossena G. (Matteoli 57), Vialli - Allenatore Vicini Azeglio

ARBITRO: Thomas (Olanda)


FONTE: Italia1910.com

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Sito stùfo? ...Ma proprio sgionfo? Bon! lora rilàsate n'attimo co' 'stì zugheti da bar dei bèi tempi: ghè PACMAN, ghè SPACE INVADERS, ghè SUPER MARIO BROS e tanti altri! Bòn divertimento ;o)

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